Verso il 25 Aprile pubblichiamo una raccolta dei momenti più significativi di questi anni di lotte eco-resistenti nelle nostre città e sui nostri territori, e riproponiamo due contributi di riflessione sulle contraddizioni ambientali nella metropoli di Roma (FERMIAMO L’INVASORE, LIBERIAMO LA CITTÀ: Costruiamo le Eco-Resistenze!) e sull’Emilia-Romagna del post alluvione (MAI PIÙ COME PRIMA. ROMPIAMO IL PARADIGMA EMILIA-ROMAGNA! Appunti per la lotta ambientalista in Regione).

Oggi, in metropoli soffocate dal cemento, dagli incendi, dai rifiuti e dalle disuguaglianze sociali e con ogni prospettiva cancellata dall’economia di guerra, queste contraddizioni esplosive danno vita a resistenze che si esprimono su temi locali, ma che sono unite dal fattor comune della lotta alla speculazione che colpisce gli abitanti dal punto di vista sia sociale che ambientale.

Dall’Emilia-Romagna del post-alluvione e la Bologna insostenibile delle Besta e del Muba, alla Roma del Modello Giubileo, alla Torino dei Grandi Eventi e alla Val Susa, questi meccanismi vedono mandanti ed esecutori: i grandi gruppi multinazionali interessati alla messa a valore della città e delle risorse, coadiuvati dal Partito Unico del Cemento che va dalla destra al centrosinistra, dalle amministrazioni locali al Governo – in una cornice normativa europea che prescrive le privatizzazioni e privilegia le partnership pubblico-privato.
Nel Giorno della Liberazione dal nazi-fascismo, rilanciamo la necessità di continuare a sostenere e connettere le resistenze che oggi, rivendicando il diritto a quartieri vivibili, verde pubblico, servizi e salute stanno domandando un ribaltamento delle priorità politiche di questa società.



























