Il 24 ottobre, nella Giornata Internazionale contro i cambiamenti climatici realtà ambientaliste, territoriali, comitati e singoli in lotta contro il ritorno al nucleare hanno promosso un appello alla mobilitazione per fermare la truffa ecologica ed economica del Governo Meloni.
In risposta, tanti territori sono stati interessati da azioni, flash-mob, sit-in, marce, manifestazioni, momenti informativi e di dibattito: sia organizzati appositamente che già previsti per la giornata. Tra questi, la Marcia per la Pace di Gravina di Altamura, in cui oltre all’opposizione al nucleare militare si è sollevato anche il tema del deposito nazionale di scorie; o il corteo contro guerra, carovita e data centers organizzato a Torino – in cui è stato bruciato il simbolo del nucleare durante un’azione collegata alla giornata.
Molte contestazioni hanno riguardato le istituzioni – da quelle governative come il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, alle amministrazioni locali come la Regione Liguria, che si è candidata ad ospitare sul proprio territorio i fantomatici nuovi impianti.
Doppio, infatti, l’appuntamento romano: con l’assemblea nazionale incentrata sul tema “Uscire dalla guerra e dal fossile”, che fa emergere la necessità di confrontarsi sulle cause sistemiche della crisi che sta colpendo con sempre maggiore forza tutta la società; e sotto al MASE, con un flash-mob che chiesto al governo: quale “sicurezza energetica”, se le famiglie non riescono a pagare bollette e carburante? È stato molto immediato infatti il collegamento con la questione del carovita, mostrando la capacità di dialettizzarsi con le proteste che ieri hanno attraversato tutta l’Italia.
Ovunque, la stessa denuncia: il nucleare è soltanto fumo negli occhi e un elemento funzionale ad alimentare ulteriormente questo sistema ecocida e guerrafondaio. Questo non è stato solo il centro degli slogan “Fermiamo la truffa ecologica ed economica del Governo Meloni”, ma anche oggetto di approfondimento in momenti di dibattito precedenti, come l’incontro tenutosi a Grottaglie martedì scorso, che ha visto partecipare tanti comitati da tutto il territorio circostante.
Infatti la dimensione territoriale ha giocato un ruolo importantissimo nella giornata, perché è proprio sui territori che le conseguenze della crisi climatica, le nocività, le politiche antipopolari vanno a ricadere. Lo abbiamo visto a Frascati, a Rieti, a Roma e a Bologna, dove la giornata ha avuto anche la funzione di continuare a denunciare le opere che ricadranno sui territori, come l’inceneritore, il raddoppio dell’acquedotto del Peschiera, lo Stadio o il tecnopolo.
Opere che condividono con il ritorno al nucleare sia criticità ambientali (come il consumo e la sottrazione di acqua e suolo), che le procedure antidemocratiche con cui si cerca di imporle alla popolazione (accentramento dei poteri, commissariamenti, inesistenza di reali opposizioni in parlamento e nelle giunte comunali).
Una giornata che segna un cambio di passo e che rompe con immobilismo e tentennamenti rispetto al tema del nucleare, riuscendo a coordinare tante situazioni al livello nazionale verso una direzione chiara: organizzarsi contro il ritorno al nucleare e le politiche devastanti dal punto di vista energetico, ambientale e sociale di questo governo.
Tante le prossime occasioni in cui continuare a rilanciare questa esigenza. Ci saranno altri momenti di piazza, come lo Sciopero Generale del 30 ottobre, in cui portare l’opposizione al nucleare come parte integrante della battaglia contro guerra e carovita. Ma anche momenti di confronto, come l’iniziativa del 25 ottobre a Bologna contro i data-centers, la proiezione del documentario “Radioactive: the women of Three Mile Island” a Roma il 29 ottobre, e il dibattito sul nucleare a Giulianova del 31 ottobre.
Il punto di accumulazione di queste iniziative locali sarà un’iniziativa centrale di approfondimento che si terrà il 7 novembre a Roma, h14, via delle Sette Sale, 29 – per presentare le ragioni contro il ritorno al nucleare e rilanciare la necessità di organizzazione e mobilitazione.
















