Presentiamo le ragioni contro la truffa ecologica ed economica del Governo Meloni e organizziamoci
Sabato 7 novembre ore 14.00 a Roma, Via delle Sette Sale, 29 – Sapienza Facoltà di Ingegneria, Aula 41
L’iter di approvazione della Legge Delega per il Nucleare Sostenibile, entrata in vigore il 15 ottobre, ha rimesso la fissione nucleare al centro del dibattito pubblico.
Figlio di un processo molto più lungo, il ritorno al nucleare ha visto prepararsi il terreno al livello comunitario con l’approvazione della Tassonomia Europea sulle fonti sostenibili nel 2021, che introduce per la prima volta ufficialmente il nucleare tra le fonti considerate sostenibili.
È su questa scia che si costruisce la narrazione del ritorno al nucleare come elemento centrale nella strategia di decarbonizzazione, e su cui si appoggiano tutte le iniziative governative che, dal Governo Draghi di unità nazionale in poi, hanno puntato a sdoganare il ritorno alla fissione nonostante l’esito dei due referendum – nel 1987 e nel 2011. Eppure, quest’estate, proprio questa tecnologia si è dimostrata estremamente vulnerabile ai cambiamenti climatici, con Francia, Svizzera e Romania fortemente in difficoltà di fronte alla drastica diminuzione della portata dei fiumi.
Nel frattempo, nessuno ha fatto ancora i conti con l’eredità tossica della precedente avventura nucleare, con un processo di decommissioning delle vecchie centrali arretratissimo, ed un piano di messa in sicurezza delle scorie presenti sui nostri territori (oltre che di quelle che faranno ritorno dopo il riprocessamento avvenuto all’estero) se possibile ancora più fumoso e poco credibile.
Eppure, il dato della crisi energetica che soprattutto in questi mesi stiamo attraversando è servito da ulteriore spinta all’idea che il nucleare possa essere una soluzione all’aumento del costo dell’elettricità, e supportare la crescente domanda energetica dell’economia digitale e dell’IA.
Una crisi energetica alimentata da scenari di guerra in continuo ampliamento, in cui l’evocazione della minaccia atomica è sempre più frequente. A questo proposito, il fatto che centrali e impianti di arricchimento siano bersagli strategici in un conflitto, insieme alla natura intrinsecamente e storicamente dual-use della fissione nucleare, non può passare in secondo piano – ma è una realtà da prendere in considerazione, nonostante sia stata rimossa chirurgicamente dal dibattito pubblico.
Molti quindi i temi da iniziare ad affrontare, sicuramente non con l’obiettivo di esaurire il dibattito, ma con la consapevolezza che è necessario aprirlo, e farlo additando il presupposto al ritorno del nucleare: presentare una soluzione tecnica a problemi che sono di natura eminentemente politica, allo scopo di continuare ad alimentare un sistema ormai giunto ad un binario morto.
Per questo, come realtà in lotta contro il ritorno al nucleare organizzeremo un momento di approfondimento, dibattito e organizzazione il 7 novembre, a partire dalle 14.00 in Via delle Sette Sale 29 (facoltà di Ingegneria, San Pietro in Vincoli).
Costruiamo un percorso di carattere nazionale, a partire da tutti i territori, che affronti il tema del nucleare come truffa ecologica ed economica e come tecnologia intrinsecamente dual use, dell’eredità tossica oggi presente sui territori e che un eventuale ritorno comporterebbe, della crisi democratica che le mosse del governo mettono in luce.
Invitiamo tutte le realtà che hanno intenzione di confrontarsi, partecipare o intervenire all’iniziativa a contattarci all’indirizzo nonucleareorganizziamoci@gmail.com.
