NON CHIAMIAMOLA EMERGENZA
Alluvioni, siccità e ondate di calore estreme non sono emergenze casuali: sono i sintomi sempre più violenti di una crisi ecologica strutturale.
Il problema non è genericamente “l’attività umana”, ma il modo in cui la produzione è stata organizzata negli ultimi due secoli. Il capitalismo deve accumulare e crescere senza fine dentro una biosfera finita: una contraddizione che produce una frattura metabolica tra società e natura, consumando risorse e alterando gli equilibri da cui dipende la nostra esistenza.
NON È LA FINE DEL MONDO, MA LA FINE DELL’UMANITÀ
La natura non è un oggetto passivo da “difendere”: reagisce agli squilibri e trova nuovi equilibri, che potrebbero però non essere più compatibili con la vita umana.
Intanto, la corsa al controllo di risorse strategiche sempre più limitate — energia, acqua, terre rare — alimenta la competizione globale tra blocchi, che l’Occidente in crisi spinge sempre più apertamente sul terreno del riarmo e della guerra. Una guerra che, a sua volta, devasta territori, consuma enormi quantità di risorse e moltiplica la crisi ecologica.
L’AMBIENTALISMO È MORTO
L’ambientalismo è morto in ogni sua versione compatibilista perché è morta l’illusione di poter risolvere la crisi ecologica senza mettere in discussione il sistema che l’ha prodotta.
Per anni ci hanno raccontato che fosse possibile rendere “verde” il capitalismo. Ma un sistema fondato sulla crescita e sul profitto non può risolvere la propria contraddizione con la natura: può soltanto trasformare la crisi ecologica in un nuovo terreno di accumulazione.
Oggi quella maschera è caduta. La stessa Unione Europea che prometteva la “transizione verde” investe nel riarmo e rilancia nucleare e grandi infrastrutture strategiche. Dalla finta transizione ecologica siamo passati alla vera transizione bellica. Non basta quindi cambiare consumi, tecnologie o fonti energetiche: bisogna cambiare sistema. La questione ecologica è una questione politica e sociale.
SOCIALISMO O COLLASSO ECOLOGICO!
Il capitalismo ha creato questa crisi, ma per caratteristiche strutturali non potrá mai risolverla. Un’alternativa esiste. Un vero sviluppo umano che si sleghi dalla crescita economica, che ritrovi un equilibrio armonico con la natura.
Qualche esempio esiste già, come Cuba socialista che, nonostante l’assedio statunitense, ha sempre riconosciuto come fondamentale il legame sostenibile tra uomo e natura. Crediamo profondamente che una soluzione alla crisi ecologica possa esistere solo fuori dall’attuale sistema capitalistico e che faccia parte di una più ampia trasformazione sociale di stampo socialista.
IL NUCLEARE? IL NOSTRO FUTURO NON SARÀ A FISSIONE
Va letto dentro la crescente competizione economica, energetica e militare tra blocchi globali. Il nucleare diventa strategico per provare a garantire indipendenza energetica, sostenere una domanda di energia sempre maggiore — anche per data center e infrastrutture digitali — e sviluppare una filiera tecnologica dal carattere dual use, civile e militare.
Ma il nucleare non ci salverà dalla crisi climatica: costi enormi e tempi decennali sono incompatibili con l’urgenza della crisi, mentre estrazione dell’uranio, rischio di incidenti e produzione di scorie scaricano nuovi costi ambientali sulle popolazioni di oggi e sulle generazioni future.
PRATICARE L’AMBIENTALISMO NELLE METROPOLI
Le città, trasformate in merci e occasioni di profitto sono diventate uno dei principali terreni di valorizzazione del capitale. Il risultato sono cittá sempre piú insostenibili e invivibili caratterizzate da cementificazione, consumo di suolo, isole di calore, aria inquinata, rischio alluvionale, caro-abitare e meno spazi verdi.
Nel frattempo grandi opere, infrastrutture strategiche e data center divorano territorio, acqua ed energia. Contro crescono queste comitati, trasformazioni vertenze e resistenze territoriali. Ogni lotta parte da una contraddizione concreta, ma dietro problemi apparentemente diversi emerge lo stesso modello di città costruita per attrarre e trattenere capitali scaricando i costi economici, sociali e prima ancora ambientali su chi le vive!
COSTRUIAMO L’ORGANIZZAZIONE
Ecoresistenze é un’organizzazione nazionale ambientalista con prospettiva comunista. Ci troviamo quotidianamente nelle lotte cittadine e ambientali al fianco di cittadini e comitati. Oltre ad operare concretamente quotidianamente nelle lotte, Ecoresistenze cura il blog online Noo-sfera: uno spazio di critica ecologista, con l’obiettivo di rafforzare un punto di vista comunista sulla questione ambientale, amplificare le lotte in corso e interrogarsi sul rapporto tra uomo e natura.
