La deregolamentazione degli OGM è legge in Europa

22 associazioni denunciano il gravissimo voto contro la sovranità alimentare, i diritti degli agricoltori e dei consumatori

Il voto favorevole del Parlamento Europeo rappresenta un passo indietro di venticinque anni che cancella valutazione dei rischi, tracciabilità ed etichettatura degli organismi geneticamente modificati realizzati con Nuove Tecniche Genomiche (NGT) e abilita il trasferimento dei diritti di brevetto sulle piante convenzionali. Si tratta di una potenziale pietra tombale sul principio di precauzione che, sdoganando colture OGM brevettate nell’ambiente, mette le basi per un ulteriore accentramento del mercato sementiero nelle mani di poche multinazionali agrochimiche.

22 organizzazioni italiane in difesa dell’agricoltura contadina, biologica, biodinamica e dei diritti dei consumatori e dei cittadini (elenco al fondo) giudicano gravissimo il voto definitivo del Parlamento Europeo sulla proposta di Regolamento sulle piante OGM prodotte con Nuove Tecniche Genomiche (NGT, ribattezzate TEA – Tecniche di Evoluzione Assistita dalla propaganda italiana). Un regolamento sostenuto caparbiamente anche dalle grandi associazioni agricole europee e nazionali contro gli interessi degli agricoltori. L’atto si inserisce nel contesto di una deregulation trasversale promossa dalle istituzioni europee dietro la falsa credenza che ciò migliorerà la competitività.

Il Regolamento produrrà una completa deregolamentazione dei nuovi OGM: dispone infatti l’abolizione della valutazione dei rischi, della tracciabilità e dei metodi di identificazione e rilevamento, delle norme in materia di responsabilità e delle misure di protezione contro la contaminazione, nonché dell’etichettatura dei prodotti per i consumatori. Oltretutto, i paesi membri dell’UE non potranno avvalersi dell’opt out, cioè della facoltà di vietare la coltivazione sul proprio territorio, oggi applicata da due terzi dei paesi dell’Unione, e da alcune Regioni. Questi pilastri della Direttiva 2001/18 sugli OGM non varranno per le NGT, che potranno circolare liberamente nel mercato e negli ecosistemi, senza trasparenza e senza monitoraggio pre e post commercializzazione.

“Di fronte a questo grave arretramento normativo – dichiarano le associazioni – rivolgiamo un appello a cittadini, organizzazioni contadine, enti locali, organizzazioni sociali, istituzioni nazionali e territoriali di utilizzare ogni strumento disponibile per contrastare e limitare gli effetti della deregolamentazione, opporsi alla concentrazione del potere nelle mani delle multinazionali sementiere e salvaguardare la sovranità alimentare dei nostri territori, nella difesa della biodiversità, dei diritti degli agricoltori alle sementi e del diritto a produrre e consumare cibo libero da OGM”.

Firmatari

AIAB, ARCI, Assobio, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biodinamica, Associazione Rurale Italiana, Centro Internazionale CroceviaDemeter Italia, Ecoresistenze, Fairwatch, Federazione Nazionale Pro Natura, Federbio, FIRAB, Fondazione Seminare il Futuro, Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu, Movimento Consumatori, Navdanya International, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia, Terra!WWF Italia