IL NOSTRO FUTURO NON SARÀ A FISSIONE NUCLEARE!

Il ruolo del nucleare nella truffa ecologica

Questo opuscolo nasce nel novembre del 2021, durante la fase di costituzione di Ecoresistenze.È bene ricordare che, in quel periodo, il governo era guidato da Mario Draghi ed era sostenuto da quasi tutto l’arco parlamentare: da quello che oggi, a sinistra, viene definito “campo largo” fino alla Lega e a Forza Italia.

È altrettanto importante ricordare che allora il conflitto in Ucraina non era ancora precipitato nell’attuale guerra su larga scala, sebbene dal 2014 fosse già in corso una guerra civile nel Paese, e che lo Stretto di Hormuz non era ancora stato chiuso.

Abbiamo deciso di ripubblicare questo testo oggi perché appare evidente come il progetto di rilancio della fissione nucleare in Italia e in Europa sia il frutto di una scelta maturata all’interno di una visione strategica di potenza dell’Unione Europea e, più in generale, dell’Occidente in declino.

Una strategia orientata a una competizione sempre più segnata dalla dimensione militare, nel tentativo di preservare la propria egemonia globale.

Oggi questa direzione è sotto gli occhi di tutti: il riarmo dell’Unione Europea è in corso e l’Occidente continua ad aprire nuovi fronti di guerra nel mondo.

Eppure, già nel novembre del 2021, quando scrivevamo l’introduzione a questo opuscolo, era possibile intravedere i segnali di questa traiettoria:

Qualche mese fa il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha rilasciato dichiarazioni in cui proponeva come possibile soluzione alla crisi energetica, la fissione nucleare.

Quella che poteva sembrare semplicemente un’opinione personale, si è rivelata in realtà una voce tra tante. Non è stato un caso che la stessa governance europea abbia espresso posizioni di apertura verso il nucleare, a cominciare da Ursula von der Leyen e Frans Timmermans, rispettivamente presidente e vice-presidente della Commissione Europea, che durante la COP26 hanno espresso la necessità di guardare alla fissione nucleare come alternativa (insieme al gas ed alle fonti di energia rinnovabile) all’energia da fonti fossili.

Di fronte alla pesante responsabilità di arrestare l’ulteriore riscaldamento climatico e abbattere le emissioni di CO2 si risponde dunque con un arretramento e con la falsa premessa che si tratti di una soluzione con minor impatto ambientale, che sfrutta materie prime inesauribili. In un contesto generale di crisi energetica le scelte sul nucleare, su cui la Commissione Europea stessa si pronuncerà con un posizionamento definitivo a dicembre di quest’anno, non sono meramente scelte tecniche e di bilancio sui costi, come vogliono far credere, ma riguardano il ruolo strategico di competizione del polo imperialistico europeo, in cui sono in gioco la sua indipendenza e resilienza energetica e gli equilibri che l’UE deve mantenere al suo interno e verso l’esterno.

Un’eventuale conferma e affermazione del nucleare sarebbe dunque una scelta strategica dell’UE per non rimanere indietro nella competizione interimperialistica.

Ci siamo quindi posti l’obiettivo di smascherare la vera natura di truffa della transizione ecologica che il governo italiano, all’interno e insieme alle istituzioni europee, sta portando avanti. In questi ultimi mesi abbiamo cominciato a portare all’attenzione la questione, lanciando momenti di piazza e di agitazione su questo tema. Abbiamo inoltre avviato un lavoro di approfondimento raccogliendo diversi interventi da parte di personalità di rilievo e del settore, presentandoli in questa raccolta.

L’opuscolo raccoglie gli interventi di:

  • Francesco Piccioni – L’equazione energetica si risolve cancellando il Capitalismo
  • Angelo Baracca – I paraocchi del nuclearismo: cosa c’è oltre la centrale
  • Giorgio Ferrari – Cingolani (non) sa quello che dice: reattori di IV generazione?
  • Massimo Zucchetti – Il nucleare nell’Italia dei “prenditori” privati