100 AÑOS CON FIDEL: SOCIALISMO O BARATRO AMBIENTALE!

In occasione del centesimo anniversario dalla nascita di Fidel Castro, riproponiamo il suo discorso al Vertice sull’Ambiente di Rio de Janeiro del 12 giugno 1992.Già oltre trent’anni fa, Fidel denunciava che le condizioni del pianeta erano vicine ad impedire la sopravvivenza della specie umana, ed additava chiaramente il capitalismo come responsabile.

Ad oggi, la situazione è andata solo aggravandosi: i meccanismi di devastazione del pianeta hanno accelerato, ricchezze e risorse sono concentrate nelle mani di un’élite sempre più ristretta, la corsa al riarmo è più accanita di prima e le guerre si sono moltiplicate.

Infatti, proprio all’indomani della dissoluzione del blocco sovietico, Fidel lancia la provocazione “Quando le presunte minacce del comunismo sono sparite e non rimangono più pretesti per guerre fredde, corse agli armamenti e spese militari, cosa impedisce di dedicare immediatamente queste risorse a promuovere lo sviluppo del Terzo Mondo e combattere la minaccia di distruzione ecologica del pianeta?”La situazione attuale risponde di nuovo a questa domanda retorica: ad impedirlo è la natura intrinseca del capitalismo, che alimenta disuguaglianze e guerre, portandoci al collasso.

Per questo, a 100 anni dalla nascita di Fidel, ribadiamo anche come ambientalisti che la prospettiva è una sola, ed è fuori da questo sistema.

Buona lettura.

Sig. Presidente del Brasile, Fernando Collor de Mello;

Sig. Segretario Generale delle Nazioni Unite, Butros Ghali;

Eccellenze,

Un’importante specie biologica corre il rischio di sparire per la rapida e progressiva liquidazione dalle sue condizioni naturali di vita: l’uomo.

Ora prendiamo coscienza di questo problema quando é quasi tardi per impedirlo.

I boschi spariscono, i deserti si estendono, migliaia di milioni di tonnellate di terra fertile finiscono ogni anno in mare. Numerose specie si estinguono. La pressione delle popolazioni e la povertà conducono a sforzi disperati per sopravvivere, anche a costo della natura. Non è possibile incolpare di questo i paesi del Terzo Mondo, colonie ieri, nazioni sfruttate e saccheggiate oggi da un ordine economico mondiale ingiusto.

La soluzione non può essere impedire lo sviluppo di coloro che più ne hanno bisogno. La realtà è che tutto ciò che oggi contribuisce al sottosviluppo ed alla povertà costituisce una flagrante violazione dell’ecologia. Decine di milioni di uomini, donne e bambini muoiono ogni anno nel Terzo Mondo in conseguenza di questo, più che in ognuna delle due guerre mondiali. Lo scambio disuguale, il protezionismo ed il debito estero aggrediscono l’ecologia e propiziano la distruzione dell’ambiente.

Se si vuole salvare l’umanità da questa autodistruzione, bisogna distribuire meglio le ricchezze e le tecnologie disponibili sul pianeta. Meno lusso e meno spreco in pochi paesi affinché ci sia meno povertà e meno fame su gran parte della Terra. Non più trasferimenti al Terzo Mondo di stili di vita ed abitudini di consumo che rovinano l’ambiente. Rendiamo più razionale la vita umana. Applichiamo un ordine economico internazionale giusto. Utilizziamo tutta la scienza necessaria per uno sviluppo sostenuto senza inquinamento. Paghiamo il debito ecologico e non il debito estero. Scompaia la fame e non l’uomo.

Quando le presunte minacce del comunismo sono sparite e non rimangono più pretesti per guerre fredde, corse agli armamenti e spese militari, cosa impedisce di dedicare immediatamente queste risorse a promuovere lo sviluppo del Terzo Mondo e combattere la minaccia di distruzione ecologica del pianeta.

Cessino gli egoismi, cessino gli egemonismi, cessino l’insensibilità, l’irresponsabilità e l’inganno. Domani sarà troppo tardi per fare ciò che avremmo dovuto fare molto tempo fa.

Grazie.