Fanno un deserto e lo chiamano stadio

Pubblichiamo di seguito un articolo scritto da Agnese Pietraforte a seguito dell’ultima iniziativa organizzata dal Coordinamento Sì Parco Sì Ospedale No Stadio. Di fronte alle testimonianze raccolte, è chiaro che in questo caso, come in quello delle tante grandi opere inutili promosse dalla giunta Gualtieri e non solo, il diritto vale fino a un certo punto… soprattutto quando si parla di diritto alla salute, all’aria pulita, al verde pubblico.

Quella che emerge infatti non è solo un’opposizione alla devastazione di un’area di immenso valore naturalistico, ma la rabbia degli abitanti messi sempre all’ultimo posto da scelte dell’amministrazione che privilegia gli interessi dei privati, facendo propaganda sulla pelle di chi vive un quartiere già soffocato dal cemento e intasato dal traffico. In questo, la lotta del Coordinamento ha saputo coniugare attenzione all’ambiente e ai bisogni degli abitanti, a cominciare dal nome che reca anche la rivendicazione di una maggiore fruibilità dell’Ospedale Pertini, situato di fronte al Parco, e che per primo risentirebbe delle conseguenze devastanti dell’opera.

Perciò continueremo a lottare affinché si fermi questo scempio. Chi semina cemento, raccoglie eco-resistenze.

Buona lettura…

Sono bastati appena due giorni per cancellare 5000 mq di vegetazione, anche secolare, nel bosco di Pietralata, e l’autorizzazione del Comune di Roma all’impresa incaricata dall’AS Roma, di abbattere qualsiasi cosa impedisse di poter svolgere le prime fasi degli scavi archeologici necessari alla costruzione nell’area del tanto chiacchierato quanto controverso “Stadio di Pietralata”.

La vegetazione – arbusti, cespuglieti e alberi come bagolari, ligustri, allori, ma anche ulivi e alberi da frutto – fa parte di una complessa rete di ecosistemi di cui si compone il bosco nel Parco di Pietralata, una zona compresa tra via dei Monti di Pietralata, Via dei Monti Tiburtini, via degli Aromi e la nuova viabilità dell’ex S.D.O. (Sistema Direzionale Orientale). Mentre per la realizzazione di quest’ultimo progetto, che prevedeva la ricollocazione delle sedi di enti come l’ISTAT e il Ministero dell’Ambiente e la costruzione di uno studentato per l’Università La Sapienza, l’area fu espropriata ai precedenti abitanti, fin dai primi anni 2000 un’importante porzione di terreno fu destinata a parco pubblico dal Piano Particolareggiato di Pietralata ed è ora curato dal Coordinamento Sì al Parco, Sì all’Ospedale, No allo Stadio.

Il coordinamento, nato nel 2022 e composto da associazioni e abitanti di Pietralata e del limitrofo quartiere Nomentano, si batte per impedire la costruzione, sull’area precedentemente destinata al Parco di Pietralata, dello stadio dell’AS Roma: un’operazione che loro definiscono di “speculazione edilizia e finanziaria”.

Il progetto dello stadio, i cui costi ora sfiorano il miliardo di euro, è stato presentato dalla AS Roma nell’ottobre del 2022 ed è stato oggetto di una delibera di pubblico interesse nel maggio del 2023. La sua realizzazione, tuttavia, cancellerebbe definitivamente il bosco, la fauna autoctona – anche selvatica – e migratoria presente e la possibilità per i cittadini del quartiere di fruire di un prezioso spazio verde e dell’unico strumento di mitigazione delle isole di calore che attanagliano gli abitanti del quadrante Roma Est.

Il coordinamento, che si è battuto anche con numerosi ricorsi al T.A.R. per far valere il diritto alla cittadinanza di godere di questo spazio pubblico, stretto tra la stazione Tiburtina, l’area in cui sorgerà il nuovo centro direzionale di RFI e i palazzi che affolleranno lo S.D.O., organizza da anni, con cadenza quasi mensile, delle passeggiate nel “bosco che resiste”, durante le quali guida i partecipanti attraverso il parco, mostrando loro il patrimonio arboreo e archeologico presente e indicando, passo dopo passo, dove è previsto che vengano edificate le varie sezioni dello stadio e che parti del bosco, invece, sarebbero distrutte.

“Io, prima di venire qui oggi, non conoscevo il bosco di Pietralata” afferma un’abitante del quartiere, “non l’avevo mai visto e non sapevo dove fosse esattamente, ne avevo sentito parlare un po’ sui giornali e  nei gruppi Facebook di quartiere, tra chi diceva di essere a favore dello stadio e chi invece era contro”. Non solo la sua esistenza era sconosciuta ai più, anche la descrizione del bosco nei media è sempre stata tutt’altro che lusinghiera. “Ne avevo sentito parlare come una zona verde ma molto degradata e pensavo che, piuttosto che uno spazio abbandonato, sarebbe stato meglio avere uno stadio, se questo avesse portato dei miglioramenti alle infrastrutture come la metro B o anche parcheggi e nuovi negozi per il quartiere. Però – continua la donna –  c’è anche tanto bisogno di tanto verde, in una città e in questo quadrante di Roma, che è molto trafficato, quindi avere del verde è solo una cosa positiva.”

Passeggiata nel Bosco di Pietralata. Foto di Agnese Pietraforte, 2026.

Il progetto dello stadio proposto dall’AS Roma prevede la costruzione di due parchi, il Parco Centrale e il Parco dello Stadio, per un totale compreso tra i 9 e i 15 ettari ma la metratura dichiarata negli elaborati progettuali proposti non troverebbe una corrispondenza con l’effettiva superficie dell’area che rimarrebbe inedificata rispetto a quella totale interessata dal progetto stadio. “Quando noi partecipammo agli incontri del dibattito pubblico organizzati con il Comune e l’AS Roma”, afferma un altro partecipante alla passeggiata, “l’esponente della Roma presente alla riunione ci rassicurava dicendo ‘il parco, ecco il Parco dello stadio!’ ma quando ha proiettato l’immagine del progetto dal computer, il parco dello stadio di cui parlava era il campo da gioco. Il parco dello stadio comprende il campo da gioco, quella, loro, la considerano un’area verde da mettere insieme alle altre per fare numero”.

Nonostante la sospensiva del disboscamento degli alberi ottenuta il 20 aprile presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che ha accolto l’istanza cautelare monocratica presentata dal coordinamento – uno strumento amministrativo utilizzato in casi di riconosciuta gravità ed emergenza, come il rischio di distruzione di un habitat naturale –  le operazioni di escavazione per i rilievi archeologici preliminari sull’area continuano, sulla scia degli abbattimenti già avvenuti martedì e mercoledì scorso.

Cantierizzazione di alcune porzioni del bosco. Foto di Agnese Pietraforte, 2026.

Il bosco, la cui estensione di 3,47ha è stata certificata da perizia agronomica e formalmente riconosciuta da Roma Capitale il 29 gennaio 2026, dopo gli abbattimenti della scorsa settimana ricopre ancora 30.000mq di superficie, anche se non è possibile quantificare i danni subiti dalla fauna locale, in particolare gli uccelli, che in questo periodo dell’anno nidificano, e che, secondo lo stesso Regolamento del verde e del Paesaggio di Roma Capitale, dovrebbero essere tutelati, imponendo la sospensione di qualsiasi potatura nel periodo compreso tra aprile e luglio. (art.33 par.4)

 “Io penso che quest’area sia un’area da valorizzare, perché è pulita ma non è una zona che si conosce, quindi credo sia un ‘area che debba essere valorizzata a livello turistico, che possa essere attrezzata appropriatamente, con delle panchine e altri servizi essenziali per il cittadino” conclude la donna, “io sono venuta qui oggi perché volevo verificare con i miei occhi di che bosco si trattasse, perché nei giornali si parlava di 5 persone abusive che impedivano la costruzione di un progetto che prometteva parcheggi, servizi, miglioramenti per il quartiere e invece qui conosco un Comitato, persone che si sono messe insieme per difendere un bosco, un’area verde fondamentale in questa zona che è molto trafficata.” Infine, rivolge un appello all’ Amministrazione “Se la Roma con tutti i soldi che ha, vuole fare lo stadio qua e risparmia su mezzi pubblici, ferrovia, stazione, perché siamo un punto nevralgico, allora, prendiamo ‘sti soldi dei privati ma creiamo un vero parco, un vero polmone verde, dei servizi, dei marciapiedi. Non chiediamo poco per avere dei voti in cambio, chiediamo tanto per avere dei servizi per i cittadini. Allora che paghino di più la concessione del terreno e che forniscano ai cittadini tutti i servizi che garantiscano loro una vita decente. Quindi iniziassero dai servizi ai cittadini e poi pensassero allo stadio.”

Gli abitanti di Pietralata costeggiano il Bosco prima della passeggiata. Foto di Agnese Pietraforte, 2026.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *